Mai, come in questo periodo storico, è diventato assolutamente urgente che l'uomo si chieda perché la sua azione trasformatrice sulla natura è ormai caratterizzata da una distruttività che rende di fatto incerta la sua stessa possibilità di sopravvivenza sul pianeta; di fatto, l'uomo è l'unico essere nella natura che può interagire in vari modi con le leggi naturali, perchè il suo compito peculiare nella creazione è di essere co – creatore cosciente, ossia “collaboratore e protagonista”, per libera scelta, dell'insieme delle incessanti trasformazioni che danno luogo all'esistenza; vivendo, egli è destinato ad imparare, giustamente a proprie spese, sia a livello individuale che collettivo come le abitudini di vita che sceglie di darsi risultino poi utili o dannose, a seconda di quanto sono in armonia con le leggi operanti nel creato: questo “imparare dall'esperienza” costituisce anche il suo cammino evolutivo. È quindi ormai improrogabilmente necessario che il rapporto dell'uomo con la natura ritorni ad assumere caratteristiche spirituali in forma concreta, come quelle che “da sempre” lo sciamanesimo ha espresso e tutt'ora esprime, soprattutto non sia più circoscritto solamente a pochi individui dotati di particolare sensibilità a riguardo: è evidente che solo la diffusione su larga scala di una cultura basata su concetti più profondi di quelli consumistici può invertire la tendenza distruttiva operante; ma ogni cultura che si possa dire veramente a favore dell'uomo è anzitutto il frutto di “esperienze coscienti”, quindi di un rapporto spirituale con la natura vissuto consapevolmente tanto livello individuale che collettivo, poiché ogni esperienza spirituale riguarda tutto l'universo e va pertanto attraversata con la “coscienza di essere insieme”. Molte volte nel corso della sua evoluzione, l'uomo ha capito che l'essenza di ogni legge spirituale operante nella creazione è l'amore incondizionato, che può essere sintetizzato nella frase: “tutto è necessario come è”; di conseguenza, la natura va anzitutto accettata e, per quanto possibile, compresa come si presenta, in particolare quando si intende intervenire modificandola, perché, nel suo modo di manifestarsi, essa ha sempre un senso profondo, anche se a volte misterioso: la qualità della vita nel pianeta dipende anzitutto da quanto si riesce ad afferrare questo senso profondo come insegnamento, e quindi questo è anche la base dell'atteggiamento necessario alla ricerca di un rapporto spirituale con la natura. L'esperienza spirituale di rapporto con la natura richiede anzitutto l'accettazione del fatto che l'uomo stesso è natura, quindi il modo in cui si relaziona ad essa deriva da come si relaziona con se stesso; in realtà, la natura stessa produce e mantiene in ogni essere e nel proprio insieme l'equilibrio psicofisico necessario alla vita, con modalità che appaiono sempre “perfette” a chi cerca umilmente di comprenderle attraverso la legge dell'amore incondizionato, e quindi rispetta consapevolmente la natura non solo per dovere, ma soprattutto per amore. In definitiva, chi cerca un rapporto spirituale con la natura deve imparare a rispettare ed accettare ciò che è natura “dentro” di lui, ossia tutto quello che proviene essenzialmente dalla propria sfera istintuale ed emotiva, in altri termini dall'inconscio, che “comunica” con la coscienza attraverso il linguaggio analogico, cioè il linguaggio simbolico, l'unico veramente “universale”; di fatto, solo lasciando cadere le abituali difese da ciò che proviene da questa parte profonda della personalità, si può accedere ad un'esperienza spirituale autentica e “rigenerante”, che costituisca quindi una lezione di vita riguardante anzitutto se stessi.
rigenerarsi nell'anima del parco è una passeggiata, nel Parco delle Dolomiti Bellunesi o in altri parchi, di difficoltà generalmente modesta, variabile a seconda del tipo di persone a cui è indirizzata, in gruppi di circa dieci persone con un conduttore dell'associazione, normalmente alla domenica o al sabato, e tutti i giorni nel periodo luglio - metà agosto; vengono visitati dei “luoghi di energia” (zone particolari in bosco, zone aperte, cascate, chiesette, …) dove svolgere vari tipi di esperienze, condotte dai responsabili dell'associazione: esperienza di “rapporto – comunicazione” coi vegetali e, dove possibile, con gli animali, esercizi di contatto con la propria energia vitale e con gli altri partecipanti, esercizi di respirazione e psicocorporei. In particolare, l'iniziativa vuole essere una proposta educativa a carattere innovativo nell'ambito di un reale “turismo sostenibile” all'interno del Parco, attraverso la quale stimolare una presa di coscienza su cosa significhi effettivamente avere un “contatto personale profondo con la natura”, ossia imparare a rispettarla non solo per dovere, ma soprattutto per amore, sperimentando l'effetto rigenerante di un vero “dialogo” con essa. L'attività manifesta anche l'impegno dell'associazione a favore della diffusione dei principi del “turismo sostenibile”: per questa attività l'associazione ha ottenuto il marchio di qualità del Parco delle Dolomiti Bellunesi. Prosecuzione in livelli successivi una volta all'anno. |