La meditazione ha una lunga tradizione nella storia umana come pratica tipica a sostegno della ricerca e della crescita in campo spirituale; al momento attuale essa viene proposta sia da scuole tradizionali che moderne e, nella società occidentale, sta gradualmente recuperando lo spazio che negli ultimi secoli aveva di fatto perduto. In modo elementare, la meditazione può essere definita come un momento di “passività cosciente” o di totale “non produttività” deliberatamente scelta; già da questo, si può capire come la sua pratica possa essere giornalmente utile per riequilibrare l'eccessiva “tendenza al fare”, tipica del modo attuale di vivere, che spesso ha come scopo effettivo, anche se generalmente non riconosciuto, di evitare l'emergere dal profondo di domande impegnative, come quella del senso della propria esistenza e soprattutto del perché del disagio che spesso la accompagna. A livello fisiologico, lo “stato di meditazione” è caratterizzato dal rilassamento (onde cerebrali “alfa”), dal rallentamento del ritmo respiratorio e cardiaco, e da vari cambiamenti nella percezione del proprio corpo; se viene praticata regolarmente e vissuta positivamente, la meditazione, dopo un tempo variabile da individuo a individuo, fornisce anzitutto un aiuto determinante per affrontare i problemi di origine psicofisica, che molto spesso accompagnano la vita di tutti i giorni, derivati dall'ansia, sia essa percepita direttamente, che “nascosta” nel profondo della psiche, in questo caso “rivelata” da sintomatologie psicosomatiche.
La motivazione spontanea e fondamentale alla meditazione nasce nell'individuo quando, più o meno consciamente, inizia a percepire una profonda nostalgia verso lo stato di armonia con le forze vitali presenti nell'universo per la quale sente di essere stato creato; nel corso della vita, questo stato si manifesta in modo spontaneo ed evidente soprattutto nella fase infantile, perché essa è dominata dall'attività dell'inconscio, tanto che questo periodo può essere denominato dello “stato originario”; successivamente, sembra quasi sempre impossibile poterlo recuperare, fatto ben evidenziato dal mito della cacciata dal paradiso terrestre, universalmente noto e diffuso. Lo “stato originario” nell'uomo è il luogo interiore di gioia e “autostima naturale”, che dagli inizi della civiltà tende inesorabilmente a perdere dopo i primi anni di vita: ciò accade a causa del processo educativo che, generalmente aldilà dell'intenzione cosciente dei genitori stessi, tende a spingere il bambino ad imparare soprattutto a reprimere i propri bisogni invece che a soddisfarli correttamente, perché spesso i suoi genitori li giudicano eccessivi o non appropriati,; questo avviene soprattutto attraverso il “ricatto affettivo” (amore condizionato), che il bambino non può contrastare perché il suo bisogno di sentirsi comunque accettato da chi lo accudisce è totale; questa situazione, che si prolunga poi per tutta la crescita, produce progressivamente l'incapacità di manifestare liberamente e soddisfare pienamente i propri bisogni fisici e affettivi; ciò costituisce a tutti gli effetti un “blocco nel flusso dell'energia vitale”, destinato a rimanere perlopiù inconscio per il resto della vita e con questo ad essere la causa “sotterranea” di abitudini di pensiero di fatto dannose, con conseguenti comportamenti autolesionistici prevalentemente “automatici”, in altri termini di aspetti “non armonici” della personalità; il “blocco nel flusso dell'energia vitale” costituisce, in definitiva, l'origine della sofferenza esistenziale in generale in ogni sua manifestazione, psichica e fisica.
La pratica della meditazione conduce soprattutto a sperimentare, col tempo, la propria “vera identità”, che è sempre fondamentalmente “positiva”; infatti, poiché la meditazione in essenza è osservazione di se stessi con accettazione incondizionata, durante la sua pratica di fatto l'individuo “si abbandona” all'inconscio, che, a partire dal concepimento, governa tutti i processi vitali “automatici” con infinita saggezza perchè “conosce” sempre cosa è realmente necessario alla salute personale, e quindi tende spontaneamente a creare nell'individuo le condizioni per un'evoluzione positiva e naturale del suo modo di vivere. In concreto, durante la meditazione il “blocco nel flusso dell'energia vitale” si trasforma gradualmente di nuovo in energia, permettendo all'individuo di sperimentare successivamente momenti di libertà dai propri conflitti interiori; così, per chi medita, diventa progressivamente sempre più abituale essere spontaneamente connesso con la propria “energia profonda”, che è sempre in armonia con i veri interessi e le necessità di ognuno. La forma di meditazione proposta negli incontri mira direttamente a raggiungere l'essenza della stessa ed è quindi libera da legami rigidi con qualsiasi tradizione religiosa o scuola filosofica: per questo è ben adatta alle esigenze dell'uomo attuale; questa forma è denominata meditazione non strutturata, perché non prevede lunghi esercizi di concentrazione con formule o altro, né la ricerca forzata di assenza di pensiero, né la conduzione dall'esterno con visualizzazione o altre suggestioni; vengono invece proposti solamente dei brevi esercizi introduttivi e terminali di supporto, attuati in modo da non creare condizionamento nell'esperienza personale. La metodologia di apprendimento della meditazione proposta da “ La Via del Cuore ” consiste sostanzialmente nella sperimentazione diretta e nella successiva condivisione ad ogni incontro, col conduttore e con gli altri partecipanti, dell'esperienza vissuta e dei problemi eventualmente emersi, ricevendo quindi le informazioni e il sostegno necessario alla prosecuzione e all'approfondimento: solo questo metodo permette l'evoluzione autonoma dell'esperienza meditativa nel modo più adatto ad ognuno.
La pratica della condivisione, momento fondamentale di ogni incontro, è di fatto complementare alla meditazione, soprattutto perché produce, spontaneamente e un poco alla volta, il recupero della capacità di esprimere veramente il proprio sentire, scoprendo, attraverso il rapporto con l'altro, anche la propria ricchezza interiore, che nella vita di ogni giorno tende a venir seppellita sotto una maschera spesso molto pesante e così ad essere poi persa di vista definitivamente; la condivisione è invece esercizio di lasciar cadere il “dover essere in un modo precostituito” e di manifestare il percorso spirituale che sta avvenendo nel proprio profondo; essa non consiste necessariamente nel parlare, ma soprattutto nella scelta consapevole di rendersi disponibili a partecipare all'esperienza di essere assieme: in ogni momento dell'incontro, deve comunque essere una libera scelta di ogni partecipante.
La possibilità di realizzazione nella propria vita, ossia di sviluppare il più possibile la capacità di esprimere le proprie potenzialità, deriva in concreto dalla graduale trasformazione in positivo delle proprie abitudini di pensiero; è la condizione esistenziale che comporta, una volta raggiunta, il vero benessere a tutti i livelli e che può essere considerata fondamentalmente caratterizzata da:
- una sensazione prevalente di energia positiva, che permette di soddisfare i propri bisogni e realizzare i propri desideri in modo semplice e naturale, perché nasce dalla fiducia in sé, nei propri simili e nella vita
- riuscire ad esprimersi senza sentirsi limitati dagli altri e senza avere bisogno di limitarli
- la capacità di attraversare con coraggio eventuali difficoltà e sofferenze, soprattutto riconoscendone la funzione, naturale e transitoria, di insegnare come trasformarsi per vivere sempre meglio
- stare bene sia in attività che in quiete, sia da soli che in compagnia, sia nell'abbondanza che nella semplicità, sapendo sempre essere in armonia con il fluire della vita
- avere un profondo interesse a progettare il proprio futuro e comunque vivere essenzialmente nel presente, in modo aperto e disponibile a godere di ogni istante dell'esistenza come è.
La realizzazionedi se stessi è realmente possibile ed è alla portata di chiunque scelga di dedicarvi dell'interesse e del tempo.
Gli incontri di meditazione e realizzazione forniscono in forma introduttiva le informazioni di base che permettono di poter scegliere se intraprendere un vero e proprio cammino di trasformazione della propria esistenza; successivamente, questo cammino può essere effettuato come
“ percorso di crescita La Via del Cuore ”
Affinché ogni partecipante possa gradualmente costruire la propria modalità di meditazione e realizzazione opportunamente “personalizzata”, i gruppi sono sempre limitati a poche persone, normalmente intorno a sette – otto.
Cinque incontri alla sera una volta alla settimana, o una domenica più un week-end; inizio a settembre, gennaio, marzo. Conferenza introduttiva ad ingresso libero la settimana precedente, o prima lezione ad ingresso libero. |